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L’ombra di se stessa, Claire nel Novecento

  • 10 ott 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Per Claire il ritorno al Novecento é ovviamente traumatico. Lasciarsi indietro l’amore della sua vita, rassegnarsi a vivere senza di lui, trovare di nuovo un suo posto nel mondo. Come si sopravvive a tutto questo? Claire ha due elementi che le danno forza, due tesori preziosi che sono la sua motivazione ad andare avanti: la figlia Brianna, concepita nel Settecento e partorita nel Novecento, “l’ultima cosa che resterà di me” nelle parole di James Fraser. E il suo dono di guaritrice, che svilupperà laureandosi in medicina e diventando chirurga.

Eppure chi conosce soltanto la Claire della serie rischia di restare deluso da questo personaggio, almeno nelle puntate ambientate a Boston tra il 1949 e il 1966 (dalla seconda alla quarta). Perché la Claire televisiva è l’ombra di se stessa. Quasi sempre scura in volto, il più delle volte con un bicchiere in mano. Chiusa nei confronti di Frank, brusca, rinunciataria. Pressoché inesistente con/per Brianna. La verità è che nella trasposizione televisiva Claire non torna davvero nel Novecento. Torna col corpo, certo, ma vive vent’anni col silenziatore, senza riuscire a godere di niente (la scelta di sospendere immediatamente la relazione carnale con Frank ne è un esempio lampante). Non a caso c’è una battuta scritta dagli sceneggiatori per Frank, nella seconda puntata, per la scena del sesso interrotto davanti al caminetto: lui le dice “When I’m with you, I’m with you. But you’re with him” (nel doppiaggio in italiano “Quando stiamo insieme io sto con te. Ma tu stai con lui”. È davvero un peccato che la serie abbia preso questa strada, perché ha di fatto tradito profondamente il personaggio di Claire, privandolo di una delle sue caratteristiche più importanti: la resilienza. Claire non è solo una donna forte, che non si dà per vinta e che affronta a testa alta le sfide – come per esempio quella di studiare medicina nell’America maschilista e misogina degli anni Cinquanta, o quella di costruire un rapporto di amicizia con una persona di colore in una società dove ancora la discriminazione verso gli afroamericani era fortissima. Claire è anche e sopratutto resiliente. Nel libro lei torna davvero nel Novecento. E vive davvero, nel Novecento. Si emoziona, gioisce, prova gelosia nei confronti del marito Frank. Ama Frank, lo stima, lo desidera fisicamente, fa sesso con lui. Certo non come con Jamie, ma comunque in maniera profonda. Vive. Jamie è dentro di lei, senza dubbio. È un ricordo costante, un fantasma che entra nei suoi sogni. Claire non smette di portare il suo anello, non lo toglie mai. Ma non spreca 20 anni della sua vita, no. Vive pienamente i suoi trent’anni e i suoi quarant’anni, facendo cose che le piacciono e la appassionano, costruendo la sua famiglia insieme a un marito con cui certamente la situazione non è idilliaca, ma che è e rimane a tutti gli effetti suo marito.

Dunque la Claire del libro, a differenza di quella televisiva, affronta la sua vita nel Novecento con molto più pragmatismo, decisa a viverla appieno. Una bella differenza con la Claire triste, malinconica, incattivita e ”sterilizzata” che la serie tv presenta agli spettatori. Con tutta probabilità questa scelta é stata fatta per drammatizzare il racconto; presentare una Claire serena e sorridente, capace di godere delle piccole cose e di condividere una vita tutto sommato appagante con Frank, probabilmente è sembrato pericoloso agli sceneggiatori, perché avrebbe creato un attrito troppo forte rispetto a tutto quel che di brutto accade nel frattempo a Jamie (la caverna, il carcere, l’astinenza sessuale pressoché totale...). Ma si tratta purtroppo di una scelta pavida, che finisce per azzoppare un personaggio, renderlo inviso a chi non conosce i libri, e pressoché irriconoscibile a chi invece li conosce. L’unico lato positivo di questo snaturamento della vita e del carattere di Claire è che rende contente due categorie di fan: quella formata da coloro che non possono soffrire Frank, e quella degli ultraromantici per i quali ogni contatto di Claire e Jamie con qualcun altro, perfino nei vent'anni di separazione, è intollerabile. (Il più delle volte queste categorie si sovrappongono). Per tutti gli altri, la Claire televisiva lontana da Jamie è purtroppo un personaggio a metà, una donna che ha perso la sua voglia di vivere. © insideoutlander

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