Gli incubi di Jamie
- 4 apr 2017
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La serie TV costruisce per Jamie un periodo post-trauma più intenso (e clinicamente credibile) di quello descritto da Gabaldon nei libri.

Al Jamie televisivo occorre molto più tempo per superare lo choc delle sevizie subite. Mentre nel libro ritrova quasi immediatamente la voglia di vivere, l'attrazione e l'intesa sessuale con la moglie Claire, nella serie TV il suo trauma si sostanzia anche attraverso l'impossibilità di avvicinarsi a Claire dal punto di vista fisico, perché ogni volta che chiude gli occhi al suo volto e alla sua voce si sostituiscono quelli di Black Jack Randall. Non che Gabaldon escluda completamente il tema. Anche nel libro Jamie non è completamente tranquillo: di tanto in tanto gli capita di avere degli incubi, che lo tengono sveglio la notte, e che gestisce standosene solitario alla finestra, senza accettare il supporto di Claire. Ma al di là di questi incubi, il rapporto di complicità e intesa tra i coniugi Fraser è nel libro, a differenza che nella serie, di fatto identico al periodo prima di Wentworth. Accade un po' lo stesso che con la mano: una guarigione troppo frettolosa. Come accennato, personalmente ritengo la versione televisiva molto più realistica, credibile e profonda; tratteggia il personaggio di Jamie in maniera molto più acuta, rendendo evidente la sua sofferenza e le cicatrici invisibili che la violenza subita ha impresso su di lui, guastando una parte così importante della sua vita – il suo impulso sessuale, il suo impulso vitale – e impedendogli di amare sua moglie come vorrebbe. Si può dire che il malessere di Jamie che Gabaldon mette in scena per una decina di giorni, nel finale de “La Straniera” ambientato al monastero, la serie lo sviluppi e lo ampli in un arco di tre-quattro mesi, abbracciando quasi tutto il primo periodo parigino. Non è un caso che proprio su questo tema avvenga una delle poche “citazioni”, nella seconda stagione, di un dialogo tratto dal primo libro. Si tratta del passaggio in cui Jamie, nella quarta puntata, confessa a Claire di essersi sentito dopo la violenza come un uomo senza più protezioni, nudo ed esposto al mondo (provando a nascondersi “dietro un filo d'erba...”), senza un rifugio dove celare le sue emozioni più profonde. E che poi, proprio attraverso il recupero del rapporto – anche fisico – con lei, questo rifugio piano piano ha cominciato a riprendere forma (”Mi hai ridato un tetto, un riparo dalla pioggia...”). Nel libro ciò avviene un paio di settimane dopo la terribile notte di sevizie a Wentworth. Nella serie TV, il dialogo ha luogo ben quattro mesi dopo quei fatti: un tempo più ragionevole perché Jamie venga a patti con il suo dolore, e riesca a mettere a tacere (almeno, a tratti) il demone di Randall nella sua testa.
© insideoutlander




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