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Flash forward: 1948, il ritorno di Claire

  • 4 apr 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

Mentre il secondo capitolo della saga di Outlander, “Dragonfly in amber” (in italiano "L'amuleto d'ambra“ e “Il ritorno”), comincia nel 1968 e per la prima novantina di pagine racconta la vita di Claire dopo vent'anni dal ritorno nel Novecento, la serie TV sceglie – molto intelligentemente – di mantenere l'avvio della stagione nel Novecento, ma senza partire già da così avanti. Nella trasposizione televisiva si parte dunque da un altro anno, il 1948, e precisamente dal 16 aprile di quell'anno – quando Claire, ancora vestita con il suo abito settecentesco, passa attraverso le pietre e si ritrova di nuovo nella sua epoca, dopo due anni e mezzo passati nel Settecento.

Curiosamente, questa scena non proviene totalmente da “Dragonfly in amber”; Diana Gabaldon ne narra i dettagli nel libro successivo, “Voyager” (in italiano “Il cerchio di pietre“ come prima parte e “La collina delle fate” come seconda parte). Anche in questo caso, come altre volte, l'intervento degli sceneggiatori apporta alcune significative migliorie alla scena. In particolare, viene rallentato e addolcito il “momento della verità” tra Claire e Frank. Mentre nel libro Claire investe immediatamente il suo primo marito, al loro primo contatto – mentre lei è ancora degente nel letto di ospedale – con la notizia della sua gravidanza, aggiungendo che il padre del bambino è l'uomo con cui lei si é sposata durante la sua “latitanza”, con l'intento di scioccarlo e di allontanarlo, nella serie TV il primo approccio è molto più soft. Lei è confusa, paralizzata dal dolore e dallo smarrimento. Non aggredisce Frank, lo saluta con gentilezza, tenendolo a distanza, ma senza rivelazioni scioccanti. Tantomeno si mette immediatamente a raccontargli – come invece fa nel romanzo – la verità su quanto le è successo davanti a medici e infermieri - esponendosi al rischio di essere bollata e curata come pazza (eppure negli anni Quaranta non si andava tanto per il sottile con i ricoveri nei manicomi...). Gli sceneggiatori scelgono di ambientare il momento della verità dopo alcuni giorni, a casa del reverendo Wakefield, che si è offerto di ospitarli dopo le dimissioni dall'ospedale. Lì inizialmente Claire si confida con la governante, l'unica che la può capire credendo lei stessa al potere del cerchio di pietre. Poi decide di affrontare Frank, in maniera calma, invitandolo in camera sua e passando tutta una notte, di fronte al caminetto acceso, a raccontargli cosa è successo. Solo alla fine, in maniera completamente opposta rispetto alla struttura dello stesso dialogo nel libro, lei gli rivela la sua gravidanza. Nel complesso, la ricostruzione televisiva di questo momento della storia è bellissima, e addirittura migliorativa rispetto al romanzo da cui è tratta. © insideoutlander

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